Stato della sanità a Siracusa, l’On. Cafeo presenta un’interrogazione

Palermo, 12 maggio 2020 – “Nonostante il formale avvio della <<Fase 2>>, l’attenzione sulla sanità in provincia di Siracusa non può che restare altissima e i problemi atavici che da anni si trascinano, purtroppo, non termineranno certamente neppure nel giorno in cui avremo indicati come <<zero>> i casi in tutto il territorio”.

Ad intervenire è l’On. Giovanni Cafeo, Segretario della III Commissione Attività Produttive all’ARS, annunciando la presentazione di una nuova interrogazione rivolta al presidente Musumeci e all’assessore Razza sullo stato della sanità a Siracusa.

“Agli assessori Razza e al Presidente Musumeci ho chiesto per prima cosa una garanzia sul potenziamento dei tamponi e dei test sierologici in tutta l’Isola – spiega l’On. Cafeo – indispensabili per avere uno screening completo della popolazione e rassicurare così i cittadini che per timore dei contagi in queste ultime settimane hanno ridotto al minimo gli accessi in ospedale, spesso a rischio della loro stessa incolumità”.

“Ho poi interrogato l’assessore alla Salute e il Presidente della Regione sulle intenzioni di adeguare il personale in forza nel territorio di siracusano in base al Decreto <<Milleproroghe>> e al Patto della Salute 2016/2018 – prosegue Cafeo – vista l’attuale necessità, valutata comparando la Sicilia con le regioni tradizionalmente più efficienti del nord, di almeno il 15% in più di personale sanitario”.

“Ultima, ma non per importanza, è la richiesta di chiarimenti per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa, alla luce dell’attuale inadeguatezza dell’Umberto I che poco si presta alla rimodulazione dei percorsi assistenziali e alla mobilità interna, nonché in prospettiva del graduale ritorno alla normalità che con molta probabilità farà riesplodere nelle sue reali dimensioni tutta quella domanda di assistenza sanitaria al momento attenuta proprio per la paura di contrarre il Covid-19  – conclude l’On. Cafeo – una necessità ormai improrogabile per la quale non possono più essere ammessi ritardi o giochi di parole; tutti devono assumersi le proprie responsabilità e contribuire a trasformare annunci e promesse in azioni concrete”.

Autore dell'articolo: redazione

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