Sciopero di 2 ore Agenzia Entrate: carenza personale

Gli uffici delle Agenzie delle Entrate si fermano per due ore. Lo faranno stamani come annunciato dal segretario della UilPa Paolo Scimitto che ha sottolineato come la situazione, a causa della carenza di organico, sia diventata oramai insostenibile.
«Perché parliamo di una paralisi della macchina fiscale con i lavoratori delle agenzie fiscali, agenzia delle Entrate, agenzia delle Dogane e dei Monopoli coinvolti. Tutti incroceranno le braccia domani con assemblee della durata di due ore indette dalle segreterie delle pubbliche amministrazioni sindacali».
«Alla base della mobilitazione – spiegano poi Antonino Setola della segreteria territoriale UilPa e Salvatore Miranda, responsabile UilPa delle Agenzie delle Entrate di Siracusa -, figurano le carenze organizzative delle due amministrazioni che si riflettono pesantemente sulla quotidianità del personale, sottoposto ai carichi di lavoro sproporzionati e mai concertati con le organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti».
Nel caso dell’Agenzia delle Entrate, nello specifico, i sindacati lamentano l’assenza di interlocuzione con l’amministrazione, il mancato pagamento del salario accessorio negli ultimi due anni, assenza di sviluppo e carriera professionale, disattenzione da parte dell’autorità politica e assenza di visione strategica dei vertici dell’Agenzia degli ultimi anni «che hanno destrutturato l’organizzazione degli Uffici e della sua governance».
In merito allo stato di agitazione dei lavoratori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la UilPa sottolinea il gravissimo deficit di organico, attualmente quantificabile in circa 3mila unità, ed esprime forte preoccupazione per gli scenari legati alla gestione della Brexit e alla guerra dei dazi, fenomeni che potrebbero determinare una decurtazione salariale di circa 6mila euro.
«Si è amareggiati e delusi – concludono i segretari della UilPa – perché il governo nazionale non ha mantenuto le promesse a suo tempo fatte per risolvere i vari problemi posti dai sindacati con il decreto fiscale e la successiva legge di Bilancio ma così non è stato».

Autore dell'articolo: redazione

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