Celebrazione della Giornata per la Vita a Siracusa

La celebrazione della Giornata per la Vita costituisce ormai una bella tradizione che si ripete a Siracusa  da più di trent’anni, a dimostrazione che il messaggio pro-life non ha perso la sua forza profetica.

Anche ieri, per iniziativa dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia, con i responsabili Salvatore e Maria Grazia Cannizzaro e mons. Tito Marino Salvatore e Maria Grazia Cannizzaro, un corteo si è concluso a piazza Duomo ed  ha ripreso nella nostra città il messaggio dei   Vescovi italiani, che hanno scelto come tema del 2020: “Aprite le porte alla Vita”.

Nel mio intervento, come presidente provinciale del Forum delle Famiglie, che raggruppa a livello nazionale una sessantina di associazioni,  ho voluto sottolineare come, per quanto riguarda le nascite, ogni anno venga purtroppo battuto il record negativo dell’anno precedente. Dobbiamo renderci conto che questi gravi squilibri demografici comporteranno un costo enorme per tutta la nostra società negli anni futuri, se non si riesce ad  invertire subito la rotta. Occorre concretamente sostenere la natalità perché anche da noi si registra un più accentuato invecchiamento della popolazione e la  scelta di avere figli diventa sempre meno scontata. Si è purtroppo passati da situazioni in cui la condizione comune era quella di avere numerosi  fratelli, cugini zii ad una in cui spesso c’è  solo un figlio. La città invecchia e, oltre agli anziani soli e a chi è single per scelta, non sostiene neppure adeguatamente le coppie di giovani che pure figli ne vorrebbero avere ed anche più di uno.

È essenziale quindi che la nostra comunità cittadina si impegni per diffondere la cultura della vita, per rendere Siracusa più accogliente per i bambini e per le giovani madri mettendo a disposizione ed in maniera tempestiva asili nido e strutture educative adeguate), seguendo l’esempio lodevolissimo e pluridecennale del Centro di Aiuto alla Vita, che ha compreso come tante donne avrebbero scelto di non abortire e di allevare un figlio se avessero avuto conoscenza di opzioni più favorevoli per la cura del loro bambino.

Autore dell'articolo: redazione

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